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Note
(1) Sui Santi Martiri Marco e Marcelliano, abbiamo un'unica fonte di notizie, gli "Acta S. Sebastiani", ríelaborati nella seconda meta' del secolo IV da S. Ambragio. Essi sana stati pubblìcati dai Bollandisti negli "Acta Sanctorunm", gennaio t. II. Quel che si riferisce ai nastri Santi e' stato edito a parte negli stessi "Acta Sanctorum", giugno t. IV p. 498-89.
 
Da questi Atti dipendono i Piccoli Bollandìsti in "Vie des Saints" t. VII 19 giugno (Paris 1992) p. 130-133. - Il Baronio ne parla agli anni 294 e 296 degli "Annales Ecclesiastici tratti da quelli del Card. Baronio per Odorico Rínaldi Triviglìano", in Roma MDCLXXXIII t. 1, p. 274, 276-279. - Le pubblicazioni posteriori sono un'amplificazione o un riassunto degli Atti, quindi e' inutile menzionarle. - Piu' interessante invece sono le pubblicazioni di carattere archeologico. Di esse da' un elenco il Leclero in "Dictionnaire d'Archeologie et de Liturgie" del Cabral t. X col. 1752-53. Hanno speciale importanza gli studi del Ballon, del Kirsch, dello Scaglìa, del Marucchi e del Wilpert, ivi citatì.
 
(2) Son detti "gemini fratres" dagli Atti, quindi gemelli. Tuttavia e' da notare che non sempre in latino questo vocabolo deve essere preso in senso stretto ed eslusìvo.
 
(3) Cosi' presso S. Ambrogio, mentre «negli Atti e' detta Maria. Ma poìche' questo e' un nome ebraico e evidentemente da escludere.
 
(4) Si usava presso i Romani affidare i prigionieri nobili alla custodia di qualche famiglìa senatoriale.
 
(1 bis) Sembra che le riunioni occulte dei Cristiani non si tenessero nella casa privata di Castulo, ma in un appartamento dello stesso palazzo imperiale, e Fabiano si guardo' bene dall'invadere o anche, per misura di prudenza, dal denunziare. Difatti la persecuzione in quel tempo non era ancora universale, perche' non si conoscevano bene gli umori di Diocleziano, e non aveva preso le proporzioni sanguinose che prendera' dal 303 in poi.
Castolo fu Martire della stessa persecuzione, ma in epoca posteriore a quella dei Santi Marco e Marcelliano. Egli fu arrestato sulla via Labicana, mentre si recava ad una riunione di Cristiani che si teneva in qualche arenaria, essendo stati confiscati i Cimiteri e le Chiese. Senza alcun processo, egli fu gettato in una delle cave di arena di quei luoghi e vi fu sepolto vivo.
 
(2 bis) Il suo sepolcro era sulla via Labicana, vicino a quello di Castolo, in una localita' detta "ad ducas lauros". S. Damaso adorno' la sua tomba con una bella iscrizione ritmica.

  

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