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Sebastiano "Měles Christi"
Tra tutte le persecuzioni scatenate dalla malizia degli uomini contro la Chiesa Cattolica, non ve n'e' alcuna che superi per intensita', estensione e ferocia quella dell'imperatore Diocleziano. Fu questa l'ultima delle dieci persecuzioni susseguitesi nell'impero romano contro i Cristiani; ma fu la piu' terribile e la piu' sanguinosa, tanto che quel periodo di anni fu detto per eccellenza "l'era dei martiri". Il numero delle vittime di quella persecuzione e' noto soltanto a Dio; i Martirologi non ci hanno tramandato che il nome di pochi martiri; di pochissimi ci sono stati conservati gli Atti.
 
Tra i confessori più illustri merita speciale menzione S Sebastiano, il quale era ufficiale dell'esercito e ricopriva un'importante carica nel corpo di guardia dell imperatore. Dagli Atti e' detto "princeps primae cohor tis " cioè tribuno, comandante della prima coorte. Per l'importanza che egli ebbe l'Allard crede di vedere in lui un tribuno di una corte pretoría, piuttosto che di una coorte urbana o di vigili.
 
Egli era leale, forte e valoroso e, per questo, carissimo a Diocleziano. Ma questi non avrebbe mai supposto che quel valoroso giovine sotto le spoglie militari occultava il segno della croce dì Cristo, di quel Cristo che egli odiava e che si illudeva di bandire una volta per sempre dai confini dell'impero.
L'occasione per rivelare la sua fede agli uomini e Cristo la suprema testimonianza col proprio sangue fu Sebastiano dai nostri due Martiri Marco e Marcelliano.
 
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