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Frutti Abbondanti
L'ira di Nicostrato, che vedeva sfuggirsi la preda, non pote' essere contenuta; i genitori dei Martiri ne furono indignati. Ma Sebastiano seppe parola buona, cristiana anche per essi. "Non temete - diceva loro - i vostri cari non si separeranno da voi, ma andranno in cielo a prepararvi un posto altre le stelle. Questa vita e' un soffio, e' come un fíorellino del campo che oggi e' e domani secchera' e non sara' piu'. Non vogliate dunque attaccarvi ad un vita che non e' vita, non vogliate posporre il cielo ad una eternita' di pene. I Cristiani sono nel giusto quando temono di soffrire per qualche ora su questa terra in cambio di un'eternita' felice".
 
E, continuando, Sebastiano non manco' di esortare i presenti a convertirsi alla vera fede e di unirsi ai loro parenti nel confessare Cristo. Le parole dell'ufficiale impressionarono grandemente gli spettatori, tanto piu' che egli parlo' per circa un'ora e durante tutto quel tempo, ci fanno sapere gli Atti che egli fu circondato di splendissima luce celeste. Il Signore manifesta' la sua compiacenza in una maniera anche evidente, poiche' in quella luce tutta soprannaturale gli ascoltatori videro un giovine vestito di candidissima veste, che aveva l'aspetto piu' divino che umano. 
 
Era Sebastiano, circonfuso di splendori celesti, oppure un angelo di Dio apparso tra gli uomini a manifestare l'approvazione celeste alle parole del tribuno? Da quello che presto ascolteremo dalla bocca di uno degli spettatori, non ci puo' essere dubbio che si trattava di un'apparizìone angelica. Compivasi cosi* la profezia del Cristo il quale aveva esortato i suoi discepoli a confidare nell'assistenza dello Spirito Santo nelle circostanze piu' solenni della loro vita, "Quando sarete condotti davanti ai presidi e ai giudici - aveva egli detto - non vi preoccupate di quello che avrete da dire o da rispondere; poiche' in quell'ora vi sara dato quello che dovrete dire. Difatti non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del vostro Padre Celeste".
 
In ogni modo nell'un caso e nell'altro il fatto era inspiegabile, evidentemente soprannaturale. Ma le menti ottenebrate degli spettatori pagani, che nulla sapevano degli splendori della fede cristiana, avranno creduto ad una propria allucinazione o ad un fenomeno straordinario di cui l'origine forse poteva essere umana forse occulta, forse magica, demoniaca. Per scuotere la loro natura, aderente unicamente alla terra, alla materia, ci voleva qualche cosa di piu' sensibile, un fatto che cadesse in qualche modo sotto il tatto, che manifestasse in maniera del tutto inusitata la potenza, la diviníta' di Gesu' Cristo. 
 
Il Signore, per il bene della Chiesa che aveva nei primi tempi maggior bisogno di questi segni miracolosi, non disdegno' di intervenire in una maniera che non poteva píu' in nessun modo dare adito a tergiversazioni, a dubbi di sorta.
Il Primicenio Nicostrato, la cui casa era teatro dei fatti narrati, aveva la moglie di nome Zoe, affetta da lunga e penosa malattia, in seguito alla quale aveva da sei anni perduto 1 , uso della loquela. Era essa, insieme con gli altri, spettatrice delle meraviglie e delle parole di Sebastiano. Quando questi ebbe finito di parlare, essa toccata dalla grazia, gli si getto' ai piedi, chiedendo, a forza di gesti, pieta' e misericordia. Allora Sebastiano, ispirato dalla Spirito Santo, esclamo'- "Se io sono veramente serva di Gesu' Cristo, e son vere tutte quelle cose che questa donna ha inteso dalla mia bocca, sciolga la sua lingua Colui che sciolse la lingua di Zaccaria, Profeta di Dio".
 
A queste parole Zoe si senti istantaneamente guarita; la parola le si riforma' in bocca e disse: "Benedette le parole della tua bocca; beato chi le crede e maledetto chi ricusa fede a tutto quella che hai detto; poiche' mentre tu parlavi, io ho visto un Angelo scendere a te dal cielo con un libro aperto dinanzi ai tuoi occhi, in cui erano scritte tutte quelle cose che tu dicevi".
Il miracolo era evidente; la grazia di Dio aveva operato il cambiamento.
Vedendo cio' Nicostrato cadde anche lui ai piedi di Sebastiano e imploro' misericordia e perdono, per aver osato di tener prigionieri i servi del vero Dio, Marco e Marcelliano. 
 
Quindi, tolto, loro le catene, abbracciando le loro ginocchia, li pregava di volersi allontanare; poiche' egli si sarebbe ritenuto felice e fortunato dì prendere il loro posto ìn carcere e di dar volentieri il proprio sangue per una fede che opera tali meraviglie. Ma i due nobili soldati di Cristo ricusarono di comprare la loro líberta' a quel prezzo, rispondendo che per essi, educati nella religìone di Cristo fin dall'infanzia, non era troppo onorevole farsi prendere il posto da uno che in quella religione era appena entrato.
 
I parenti dei Martiri che assistevano a quella nobile gara, rimasero piu' che stupiti e senza parola,. incapaci di rendersi conto di quello che avveniva intorno ad essi. Ruppe gli indugi Marco, il quale rivolto ai suoi cari li esorto' a non resistere ancora alla grazia di Dio, ma di piegare la testa e di abbracciare la fede cristiana. Il discorso fu molto efficace. Gli animi furono scossi e, si decisero senz'altro al passo. Tutti chiesero insistentemente dì essere battezzati.
 
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