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Il sepolcro
I Cristiani raccolsero di notte i corpi di quei due gloriosi Martiri e li seppellirono onorevolmente nel cimitero di Basileus tra la via Appia e l'Ardeatina, a due miglia dalla citta', in un luogo detto "ad Arenas", perche' nelle vicinanze vi erano delle cave di arena, dette arenarie. Quando, nel 313, l'imperatore Costantino concesse la pace alla Chiesa, fu somma sollecitudine dei papi e dei Cristiani di onorare degnamente i Martiri della fede, innalzando degli edifici sacri sulle loro tombe. Il papa S. Damaso ne adornava con bellissime epígrafi poetiche i sepolcri gloriosi.
 
Una basilica sorse anche sulla tomba dei San ti Marco e Marcelliano, nei pressi del cimitero di S. Damaso, in localita' detta ora "Tor Marancia", non lungi dalla basilica dei Santi Nereo ed Achilleo. Di essa si ha ancora notizìa ai tempi del papa Giovanni VII, nel 706. Ma poiche' le tombe dei Martiri nel suburbio dì Roma erano in quel tempo esposte alle invasioni dei Longobardi a dei Saraceni, che di tanto in tanto facevano delle scorrerie pirateresche nel territorio romano, le reliquie dei Santi Marco e Marcelliano furono trasferite dentro la cinta della citta', nella chiesa deì Santi Cosma e Damiano.
 
In tal modo, la loro cripta, menzionata negli "Itinerari" dei pellegrini nel primo Medio-Evo, a poco a poco, scompare fino a farne perdere completamente le tracce. Nel 1592, al tempo di Gregorio XIII, le tombe dei Martiri Marco e Marcelliano furono scoperte nella chiesa dei Santi Cosma e Damìano, insieme con quella dì S. Tranquillino, loro padre e di S. Felice II, Papa.
 
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