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Il tesoro
Clicca per vedere gli album fotografici di AlbeNei secoli passati la Marsica ha occupato un posto di rilievo nella storia dell'arte non solo abruzzese, ma anche delle regioni confinanti. La Marsica è situata a cavallo della provincia di Roma, della conca aquìlana e della terra di Ciociaria: proprio per la sua posizione geografica gli artisti abruzzesi e marsicaní risentono molto dei vari stili ed insegnamenti provenienti da Roma, dalla Toscana e dalla Lombardia. Scrive Federico Hermann (Bollettino d'arte dei Ministero della Pubblica istruzione dei 1915) che all'arte abruzzese... "giunsero nuovi insegnamenti per cui si rinnovò ed ingentilì innestando le grazie del Rinascimento sul suo ruvido tronco campagnolo".
 
L'attento ed esperto critico d'arte così prosegue nella sua rassegna: "Già nel tesoro di Albe noi troviamo, accanto a questi magnifici modelli d'arte bizantina e bizantíneggiante, oggetti artistici che traggono le forme da fonti diverse, tanto che . ... ... la maggiore delle croci processianoli richiama l'arte ghibertíana di Andrea da Guardiagrele..." . Il tesoro di Albe, di cui i parrocchiani parlano e raccontano, è veramente esistito: fu rinvenuto nel museo nazionale di Palazzo Venezia a Roma e dopo vari interventi sui Ministero delle Belle Arti il "tesoro e la stauroteca" sono ora ben conservati nel museo dei castello Piccolomini di Celano. 
 
Il castello di Celano ospita un interessante museo di arte sacra della Marsica e proprio in questi locali si può ammirare, in parte, il "tesoro" della chiesa di San Nicola di Albe. Nella sala dei dipinti è collocato il trittico raffigurante la Vergine con Bambino e Storie Cristologiche tutto in legno, lamina d'argento dorato, perle, gemme e smalto dei XIV secolo. Nella sala dedicata l'oreficeria sacra vi è la rinomata Stauroteca (custodia della croce) che, secondo la tradizione, faceva parte degli oggetti preziosi donati da Giovanna I, regina di Napoli. 
 
La Stauroteca dei XIII secolo è in argento, rame dorato, perle e gemme. L'opera, come scrivono R. Mancini - M.P. Mezzoprete e G. Palma nel catalogo, considerata il più antico esempio di oreficeria nella Marsica, è un pregevole e rarissimo esempio d'arte bizantina ed è quasi sicuramente opera di maestranze provenienti dall'Oriente che lavorarono presso il monastero di Montecassino.
 
Nella quinta vetrina dei museo sono collocate due croci astili d'argento e rame dorato, dei XVI secolo. Altra croce processionale dei XV secolo, tutta di argento, è posizionata nella sala VII, seconda vetrina. Di solo argento dorato è la croce processionale dei XV secolo esposta nella settima vetrina.
Una teca eucaristica e sette piccoli reliquiari, in argento, dei XVIII secolo, sono molto ammirati dai visitatori per la loro particolare lavorazione.
 
 
Bibliografia
 
Tratto dal libro Albe medievale
( Testi a cura del prof. Giovamabattista Pitoni e prof.  Alvaro Salvi )
  

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