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Il terzo millennio
"Più volte nella polvere, più volte sull'altare!": così avrebbe scritto il Manzoni con riferimento ad Albe che, durante la sua storia millenaria, ha conosciuto momenti di grande importanza e lunghi periodi di letargo conseguenti le distruzioni ad opera di nemici. L'ultimo grande nemico dei nostro paese, però, è stato il disastroso terremoto dei 13 gennaio 1915: tutto fu raso al suolo e solo qualche muro è rimasto a testimoniare il luogo ove, fino a quel fitidico giorno, sorgeva Albe medioevale Dopo oltre ottanta anni, però, ecco la resurrezione nella quale nessuno più sperava: su lodevole iniziativa dei l'amministrazione municipale di Massa d'Albe, con i finanziamenti della Regione Abruzzo e l'intervento dei privati, il borgo medioevale inizia un preciso percorso che porterà ad un suo parziale ma significativo recupero. 
 
Albe, posta sulla sommità dell'omonimo colle, è nelle immediate vicinanze dell'antica cinta muraria all'interno della quale c'è l'area archeologica dell'Alba Fucens: un sito oggetto di studi, di scavi, di lavori di conservazione che, iniziati da circa cinquant'anni, terranno impegnati le generazioni future per molto tempo ancora! Albe è situata sul limite dei Parco Regionale dei Velino-Sirente ed è destinata a rappresentarne l'accesso privilegiato di chi proviene da Roma, da Napoli e dal reatino: per gli interessi storico-culturali e naturalistico-ambientali della zona, infatti, si prevede - per un prossimo futuro - un afflusso di visitatori non trascurabile. L'idea, dunque, è stata quella di recuperare il borgo per adibirlo a struttura ricettiva per la fruizione turistica di tipo culturale e sociale: obiettivo ambizioso in parte già raggiunto grazie al proficuo impegno dell'amministrazione comunale guidata dal solerte e dinamico sindaco Giorgio Blasetti ed alla valentia professionale dell'ing.Paolo Santoro e dell'arch.Giuseppe Santoro. 
 
Il risultato finale sarà una struttura ricettiva con oltre 150 posti letto, servizio per la ristorazione e per il tempo libero, oltre una struttura polivalente da realizzare all'interno delle mura dell'antico castello: l'impegno finanziario complessivo è pari a lire cinque miliardi delle quali, ad oggi, un miliardo e duecento milioni spesi per un primo lotto già funzionante. Alcune murature sono totalmente dirute, altre lo sono soltanto parzialmente e su queste si è incentrato l'impegno teso al recupero degli antichi volumi da destinare alle previste nuove funzioni.
 
Il restauro, che si sta realizzando in chiave differenziata secondo il diverso stato di conservazione dei ruderi, comprende: il consolidamento strutturale, opere di completamento, installazione di servizi e realizzazione di sistemazioni esterne. Interessante sarà il recupero della cinta bastionata dei castello, con opere di consolidamento e restauro, con realizzazione di strutture reversibili predisposte per accogliere attività di interesse pubblico.
 
Nel 2001, alla presenza di autorità politiche ed amministrative, di esponenti del mondo della cultura e di moltissimi cittadini, è stato inaugurato il primo lotto funzionale di questa meritoria opera di recupero che non ha pari in tutta la storia della Marsica: con l'occasione è stato presentato "Alba prope Fucinum lacum", una raccolta di trenta disegni dell'artista Pietro Pernarella (commentati dall'archeologa Roberta Cairoli) che ha riscosso un meritato successo.
 
 
Bibliografia
 
Tratto dal libro Albe medievale
( Testi a cura del prof. Giovamabattista Pitoni e prof.  Alvaro Salvi )
  

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