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Le mura difensive
La cinta muraria di Alba Fucens, che raggiunge una lunghezza di circa km. 3, ingloba le tre sommità del Pettorino, di San Nicola e di San Pietro, al centro delle quali è la valletta denominata Piano di Civita. Il circuito difensivo, sprovvisto di torri di avvistamento, segue fedelmente l'orografia e si è mantenuto quasi interamente, fatta eccezione per il settore settentrionale, che circonda il colle di San Nicola e per il settore che include il Pettorino, dove le mura si conservano per brevi tratti e solo per il primo filare; proprio in questo punto sono stati effettuati dei sondaggi ortogonali all'andamento murario e si è potuto constatare che il substrato roccioso era stato debitamente tagliato e spianato a modo di gradino per la messa in opera diretta del primo filare dei blocchi di fondazione. 
 
Il colle San Pietro appare, invece, difeso da uno strapiombo roccioso che, poiché presenta evidenti tracce di lavorazione e taglio artificiale, fu probabilmente utilizzato come fronte di cava proprio per il recupero del materiale lapideo necessario alla costruzione delle mura difensive. Le mura si conservano in alcuni punti per un'altezza massima di m. 4 e sempre per la parte controterra; pertanto non è dato saper 1 altezza complessiva originaria, ne se vi fossero dei camminamenti di ronda. Il sistema difensivo è realizzato in opera poligonale, ovvero in blocchi isodomi di calcare locale, sbozzati e giustapposti a secco a combaciare perfettamente; il paramento interno risulta nella parte inferiore controterra ed è pertanto meno rifinito; il nucleo è costituito di grosse scaglie e materiale lapideo di risulta, mentre gli interstizi fra i blocchi poligonali del paramento sono chiusi talvolta da zeppe di pietra.
 
La muratura appare inclinata verso l'interno per permetterne una maggiore stabilità strutturale e, probabilmente, era rafforzata alle spalle da un terrapieno (agger). In prossimità degli angoli e delle porte l'opera poligonale si regolarizza in un'opera quasi quadrata. Lo spessore murario risulta compreso fra i m. 2.80 e i m. 3.40 e tale variabile, quando associata alla diversa tecnica di esecuzione, costituisce sicuro indice di differente fase costruttiva. In tutto il tracciato, infatti, si leggono delle chiare differenze nella tessitura muraria che consistono nella dimensione dei blocchi, nei loro piani di posa, nella realizzazione delle zeppe, perfettamente ad incastro solo se realizzate in corso d'opera, ecc.. Questi indizi, piuttosto che a incontri di maestranze diverse di cantiere, sembrerebbero riconducibili a differenti momenti di restauro e ripresa. 
 
Il settore nord-occidentale dei circuito, ad esempio, appare come il più interessante e il più complicato, presentando vari rimaneggiamenti: in questo punto si succedono tre terrazzamenti sostenuti da muri in opera poligonale e si individuano almeno quattro distinti momenti costruttivi. Nei pressi dell'attuale fontanile si conserva un segmento murario con un bastione: questa struttura è stata identificata come relativa ad un prima porta, che originariamente si apriva in questo punto, posta quasi in asse con il vallone centrale della città, ascrivibile alla prima fase del sistema (PRIMA CINTA MURARIA). In un secondo momento tale struttura fu rasata e tagliata fuori dalla ripresa muraria successiva, che raccordava le due porte di Massima e Fellonica (SECONDA CINTA MURARIA). 
 
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La TERZA CINTA a sostegno di un terrazzamento, meno imponente di quella superiore, fu in seguito (?) alzata per motivi tattici, a rafforzare questo settore che era, dal punto di vista orografico, il più agibile e, di conseguenza, il più vulnerabile alle aggressioni nemiche. infine, una terrazza monumentale fu addossata alle mura (vedi p. 8). Dal punto di vista delle cronologie relative a queste fasi costruttive più salienti, è stato ipotizzato che il bastione eliminato fosse pertinente a mura difensive provvisorie, costruite dai primi coloni all'atto della fondazione di Alba Fucens. Di contro, anche in base ai pochi reperti di ceramica locale recuperati, va assolutamente considerata l'ipotesi di fortificazioni relative all'abitato equo precedente la conquista romana, di cui ci parla anche Appiano nella Guerra Civile (11147; 47; V 30) e che probabilmente si limitava al colle più alto di Alba dove si è poi sovrapposto l'abitato alto-medievale (purtroppo scavi archeologici in questo settore non sono stati effettuati). 
 
Più certa sembra la datazione delle fortificazioni che racchiudono la città, il cui primo impianto generale è ascrivibile agli anni immediatamente successivi la deduzione della colonia; la grande terrazza nord sembra avere avuto un primo momento costruttivo compreso fra la fine dei II e gli inizi dei I sec. a.C., mentre dubbia resta la cronologia della terza cinta muraria, ascrivibile comunque ad una fase intermedia fra la realizzazione della prima cinta e la costruzio ' ne della terrazza (ved. infra). Lungo il circuito murario si aprono, oltre alcune porte secondarie, quattro porte principali: la Porta di Massa, la Porta Fellonica, la Porta Massima e la Porta Sud.
 
Tratto da Alba Prope Fucinum Lacum
( Testi a cura della prof. Roberta Cairoli illustrazione del pittore Pietro Pernarella )
 
 
 

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