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Le porte di accesso

La Porta di Massa
 
Tavola del pittore Pietro Pernarella tratta dal lavoro "Alba Prope Fucinum Lacum"La Porta di Massa è un classico esempio di porta "scea", ossia un'apertura che presenta il lato destro più avanzato e a quota superiore rispetto a quello sinistro, in modo da permettere un migliore controllo degli attacchi esterni e, quindi, una tattica difensiva più efficace: in tale modo i nemici mostravano il lato del loro corpo non protetto da scudi proprio verso l'avancorpo difensivo. Recentemente furono aperti dei sondaggi archeologici alla base dei muri della porta, che hanno evidenziato come la cortina fosse accuratissima sino alla quota di fondazione, posta alla profondità di 3.50 m.. 
 
Le mura poggiavano sul banco di roccia o sul banco di argilla e, in questo ultimo caso, il primo filare era costituito da blocchi di fondazione più larghi rispetto all'alzato. Una strada basolata, che conduceva verso il teatro, attraversa la porta, il cui sistema difensivo consisteva in un lungo corridoio di m. 17.40x 4.30 provvisto di un sistema a doppia chiusura: a circa m. 5 dall'angolo della porta è una scanalatura per saracinesca (porta che scorreva dall'alto, in legno e ferro); alla base sono tre blocchi in opera quadrata, legati da malta, disposti a modo di piccolo podio.
 
La funzione di questa struttura è incerta, relativa ad un posto di sentinella oppure da collegare all'intento di monumentalizzare l'accesso in un'epoca di pace consolidata. Una seconda chiusura è stata individuata a m. 12 dall'entrata: ai lati del corridoio sono state rinvenute delle pietre squadrate, giacenti sul basolato, con una depressione circolare in linea con una cavità quadrata realizzata sull'alzato delle mura, atta evidentemente all'inserzione di un paletto orizzontale. Due pilastri su basi quadrate inserite ai lati, nel basolato, delimitavano la fine del corridoio.
 
 
La Porta Meridionale
 
Tavola del pittore Pietro Pernarella tratta dal lavoro "Alba Prope Fucinum Lacum"La porta meridionale sembra la più recente di tutte, avendo un bastione quadrangolare costruito in opera cementizia con rivestimento di blocchi di opera poligonale, e può relazionarsi cronologicamente con la torre di Porta Massima; è collocata in corrispondenza deL prolungamento di Via del Miliario, il tratto urbano della via Valeria. 
 
A poche decine di metri più a sud è un'ulteriore apertura in asse con l'ingresso meridionale dell'anfiteatro e, come questo, di epoca imperiale. Una posterula si può ancora vedere nello sperone del circuito difensivo, a sud del Colle di San Pietro; consiste in un passaggio a scivolo che immette in una piccola porta larga appena cm. 88 e alta m. 2.50 circa, coperta con una serie di lastre monolitiche.
 
 
Porta Massima
 
Si apre nel settore occidentale della città ed era l'ingresso più importante e monumentale, da cui entrava la via Valeria (ved. infra); in questo caso l'apertura raggiunge una larghezza di m. 10 e la via basolata è divisa da un pilastro centrale. Come la Porta di Massa, anche questa è "scea" e la forte connotazione difensiva è costituita dall'avancorpo meridionale, avanzato di ben m. 15 circa; l'ingresso fu in seguito ulteriormente difeso da un'altra apertura, che si apriva nella terza cinta muraria.
 
Durante la fase di monumentalizzazione dell'intero settore nord-occidentale, che portò alla costruzione della terrazza settentrionale, l'avancorpo della porta fu protetto da una torre circolare di avvistamento. La datazione sembrerebbe determinata dalle analogie costruttive fra i due tipi di strutture: anche nella torre l'opera poligonale viene utilizzata come cortina di un nucleo in opera cementizia e non per le sue caratteristiche strutturali.
 
 
Porta Sud
 
Questa porta si apre nel tratto nord-occidentale del circuito murario ed è, al pari della porta sud, rinforzata, nel suo lato ovest, da un bastione di forma quadrata. La strada di accesso è, all'esterno, in battuto, mentre nel corridoio interno è pavimentata con un basolato. Anche questa porta era provvista di un sistema di chiusura a saracinesca ed è ancora visibile la scanalatura per lo scorrimento. Le fondazioni del bastione sono relativamente poco profonde e consistono in blocchi sommariamente sbozzati, con incasso lisciato per evitare lo slittamento dei blocchi dei primo filare dell'alzato.
 
Alcuni dei blocchi di fondazione presentano in superficie residui di malta e tale particolarità nella messa in opera testimonia che tale accesso fu senz'altro realizzato in una fase costruttiva più recente rispetto al primo impianto di fortificazione. Ancora oggi si può notare nell'alzato del astione un simbolo fallico, che spesso veniva riprodotto con valenza apotropaica per motivi scaramantici. Il nome della porta è, probabilmente, da porre in relazione con qualche fullonica (tintoria), che, a causa dei cattivi odori che produceva, in quanto vi si utilizzava l'urina per sbiancare i tessuti o per diluire la tinta porpora, doveva sorgere al di fuori dell'ambito urbano, in prossimità di fonti sorgive.
 
Tratto da Alba Prope Fucinum Lacum
( Testi a cura della prof. Roberta Cairoli illustrazione del pittore Pietro Pernarella )
 

 

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