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Mura Sillane
Tavola del pittore Pietro Pernarella tratta dal lavoro "Alba Prope Fucinum Lacum"Viene così denominata una poderosa struttura che si erige a sud del Colle di Pettorino. Il monumento raggiunge un'altezza di m. 15.40 circa ed è realizzato in opera incerta, divisa orizzontalmente in cinque fasce alte circa m. 2.50, che arretrano progressivamente, sottolineate da ricorsi di blocchetti lapidei; l'angolo sudest presenta un'ammorsatura in opera quadrata. 
 
L'opera incerta poggia su uno zoccolo realizzato in opera poligonale di piccoli blocchi, a paramento di un nucleo in opera cementizia. Il piano di calpestio attuale non sembra corrispondere a quello originario, che, in base alle curve di livello, possiamo presumere dovesse essere di almeno m. 2.50/3 più-profondo. Per quanto attiene la cronologia, sembra ricollegarsi alle grandi opere che si avviarono in epoca post-siliana, quando la città di Alba Fucens visse fervidi anni di ricostruzione.
 
La funzione di tale struttura è ancora dubbia: la roccia retrostante fu appositamente tagliata e poi rivestita e questo accorgimento sembra essersi reso necessario per evitare che la parete rocciosa si sgretolasse. Tuttavia, di fronte il monumento, ad una quota inferiore di circa due metri, esiste un terrazzamento rettangolare di dimensioni simili a quelle della terrazza settentrionale. Da qui si possono vedere le pendici del colle sino alla piana antistante il Fucino, Valle Solegara, attraversata dalla antica via Valeria con i suoi mausolei monumentali. 
 
Se si avviassero sondaggi archeologici, si potrebbe verificare l'esistenza o meno di un monumento per il quale le mura sillane potevano fungere da quinta scenografica. Il ritratto maschile, che appare in questa tavola, è stato invero rinvenuto durante gli scavi della terrazza nord. Datato alla metà del 1 sec. a.C., fu in un primo tempo identificato con il dittatore Lucio Cornelio Silla; in base alla più recente ipotesi di destinazione d'uso dell'imponente monumento collocato nella parte settentrionale della città, la testa marmorea potrebbe riferirsi a M. Emilio Lepido, di cui conosciamo l'effigie tramandata da alcune rappresentazioni monetali.
 
Tratto da Alba Prope Fucinum Lacum
( Testi a cura della prof. Roberta Cairoli illustrazione del pittore Pietro Pernarella )
 
 

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