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Monumento a Perseo
Tavola del pittore Pietro Pernarella tratta dal lavoro "Alba Prope Fucinum Lacum" La via Valeria era il proseguimento della via Tiburtina, che da Tibur (Tivoli) raggiungeva Corfinium (Corfinio); toccava Varia (Vicovaro), Carsioli (Carsoli), Alba Fucens. Inizialmente seguiva la valle dell' Aniene ed un antico percorso di transumanza; sulla sua costruzione sono aperte varie ipotesi, anche se è probabile che risalga alla fine della seconda guerra sannitica (307 a.C., censura di M. Valerio Massimo), quando per i Romani era determinante aprirsi una strada verso l'Adriatico e l'Apulia, interrompendo i collegamenti tra i Sanniti e gli alleati Etruschi, Umbri e Galli.
 
La strada, provenendo da Tagliacozzo, si dirigeva verso i Campi Palentini e, quindi, verso Alba Fucens. In prossimità della colonia, all'altezza dell'attuale paese di Cappelle, è un monumento funerario di cui rimane in vista solo il nucleo in opera cementizia, sprovvisto ormai del materiale lapideo di rivestimento, evidentemente espoliato a partire dall'epoca alto medievale per essere riutilizzato.
 
Il mausoleo, che risale alla prima epoca imperiale, è erroneamente attribuito a Perseo, re di Macedonia, confinato ad Albe per quattro anni insieme con i tre figli. Le fonti storiche non sono unanimi sulle modalità della sua morte e non sappiamo se fu ucciso dalle guardie e se si sia lasciato lentamente morire d'inedia; le sue spoglie furono comunque tumulate con tutti gli onori pubblici che si convenivano ad un sovrano.
 
Tratto da Alba Prope Fucinum Lacum
( Testi a cura della prof. Roberta Cairoli illustrazione del pittore Pietro Pernarella )
 
 

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