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Santuario e statua di Ercole
Tavola del pittore Pietro Pernarella tratta dal lavoro "Alba Prope Fucinum Lacum"E' una grande piazza (m. 84x37 circa), di forma rettangolare, circondata da portici sostenuti da due serie di colonne, risalente al secondo quarto del I sec. a.C.. I lati lunghi impostano su tratti murari in opera poligonale, gli originari muri, che sostruivano longitudinalmente i terrazzamenti della città. In particolare questi muri, speculari fra loro, sono quelli posti alla quota più bassa del Piano di Civita. Il pavimento del portico è in lastre di calcare rettangolari, delimitate, verso l'area interna aperta della piazza, da canalette in pietra per la raccolta delle acque piovane provenienti dalla copertura.
 
A centro della piazza, verso settentrione, si conservano i resti di un altare di forma rettangolare. Nel lato settentrionale, inserito nel complesso delle terme, è un piccolo sacello di m. 14.50x5, pavimentato con mosaico bianco a fascia periferica nera. Verso l'ingresso è un'iscrizione su mosaico con il nome del donatore dell'edificio, Lucio Vettio, figlio di Quinto. Il pavimento risale alla costruzione del sacello, ovvero ad epoca sillana, mentre le pareti furono intonacate in epoca giulio-claudia. In fondo alla cella era un'edicola preceduta da una soglia di passaggio in mosaico, decorata con il motivo del meandro; in essa trovava posto un baldacchino su colonne di laterizi stuccate, che sosteneva la statua di Ercole seduto a banchetto (originariamente su un seggio in materiale deperibile), rinvenuta in frammenti.
 
Tre sono gli ingressi che permettevano di accedere all'area porticata, due secondari, verso sud e verso est, uno più importante, su via del Miliario, costituito da un corridoio a piano inclinato di bassi gradoni. L'edificio tardo-repubblicano ha subìto vari rimaneggiamenti; i più evidenti riguardano l'obliterazione di due porte poste al centro di ciascun tratto murario aperte in corrispondenza dei settori porticati: l'accesso verso il muro di nord-est conserva ancora la soglia di passaggio, posta alla quota del pavimento della piazza. Anche l'ingresso principale, a scivolo, sembra essere stato realizzato successivamente, mentre era originariamente più stretto e perfettamente in asse con l'altare centrale. 
 
Immediatamente a nord è collocato il complesso delle terme, che risale, nel suo primo impianto, alla metà del I sec. a.C. Evidentemente la piazza in analisi doveva essere in un primo tempo strutturalmente e funzionalmente collegata al complesso termale, con il quale si raccordava mediante gli ingressi poi richiusi e anche i piani pavimentali dei rispettivi edifici dovevano essere in quota. Solo in una fase più tarda gli ambienti di comunicazione con la piazza vennero chiusi, colmati da un cospicuo reinterro e attribuiti esclusivamente alle terme. Sulla destinazione d'uso dell'edificio sono state formulate alcune ipotesi, ma generalmente la più accettata identifica l'area come un grande mercato e il sacello dedicato ad Ercole perché garante e intermediario degli scambi commerciali. Il mercato è stato proposto come forum pecuarium, per la compravendita degli ovini: l'ingresso a scivolo e la posizione dell'edificio, presso la Porta Sud, sono adatti al passaggio del gregge. 
 
Il dio era anche considerato protettore dei pastori e degli armenti. Inoltre, un'iscrizione albense (CIL IX 3961) ricorda la corporazione di cultores Herculis Sala(rii) ossia di sacerdoti del culto di Ercole quale protettore del commercio del sale, integratore indispensabile nel l'alimentazione delle pecore e delle capre. Un dato importante proviene dagli scavi che vennero effettuati in profondità e che rilevarono l'esistenza di un spazio sacro dedicato ad Ercole, sin dal III sec. a.C.; se così fosse possiamo avanzare l'ipotesi che un forum Pecuarium preesistesse la deduzione della colonia, magari collocato fuori le mura del primitivo insediamento equo e perfettamente inserito in un circuito di scambi commerciali consolidato già da tempo. 
 
La statua marmorea raffigurata nella tavola rappresenta proprio la colossale statua dell'Ercole a banchetto (Herakles Epitrapezios) rinvenuta dentro il sacello e ora esposta nel Museo Nazionale di Chieti. La statua era addossata al muro di fondo, nell'edicola del sacello, in posizione frontale. Fonti storiche tramandano dell'esistenza di una statua in bronzo di Ercole a banchetto, di piccole dimensioni, realizzata da Lisippo. Per quanto attiene l'Ercole di Alba, ancora è incerto se essa sia una copia di grandi dimensioni dell'originale lisippeo, una copia di un'originale di siffatte proporzioni, opera dello stesso autore, di cui ignoriamo l'esistenza, oppure una realizzazione ad hoc per il sacello dei santuario albense.
 
Tratto da Alba Prope Fucinum Lacum
( Testi a cura della prof. Roberta Cairoli illustrazione del pittore Pietro Pernarella )
 
 
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