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Bassorilievi iscrizioni e frammenti
Bassorilievo in marmo bianco
 
Tavola del pittore Pietro Pernarella tratta dal lavoro "Alba Prope Fucinum Lacum"Pannello in marmo bianco, decorato da un bassorilievo ellenistico a soggetto dionisiaco, attualmente conservato nel Museo Nazionale di Chieti (inv. 4303). Fu rinvenuto nel giugno del 1951 tra le sculture accumulate lungo via dei Pilastri, insieme alla Venere di Alba. il bassorilievo, ascrivibile al I sec. a.C. circa, riproduce un decoro del genere detto "pittoresco", con un'entrata di città monumentalizzata da due grosse torri circolari unite da un arco. Sulle mura è incisa la figura di un cane. Sfilano davanti la porta, su di un terreno impervio, il dio Pan preceduto da un asino carico di anfore, sul quale è seduto un bimbo nudo (alato?), identificato come Dioniso o come Bacco giovane.
 
 
Antepagmentum in marmo bianco
 
Pannello in marmo bianco, decorato da un bassorilievo ellenistico a soggetto dionisiaco, attualmente conservato nel Museo Nazionale di Chieti (inv. 4303). Fu rinvenuto nel giugno del 1951 tra le sculture accumulate lungo via dei Pilastri, insieme alla Venere di Alba. il bassorilievo, ascrivibile al I sec. a.C. circa, riproduce un decoro del genere detto "pittoresco", con un'entrata di città monumentalizzata da due grosse torri circolari unite da un arco. Sulle mura è incisa la figura di un cane. Sfilano davanti la porta, su di un terreno impervio, il dio Pan preceduto da un asino carico di anfore, sul quale è seduto un bimbo nudo (alato?), identificato come Dioniso o come Bacco giovane.
 
 
Corsa di Bighe
 
Trattasi di frammenti nei quali si scorge una coppia di cavalli raffigurati in corsa ed un personaggio su di una biga Si può notare parte dell'abbigliamento dell'auriga, che consisteva in una corta tunica stretta da cinture; l'auriga indossava un elmetto metallico e guidava stando in piedi sul carro. Il rinvenimento di questo frammento, come del precedente, è testimonianza certa che nel centro di Alba Fucens esisteva una classe dirigente tendente, con rappresentazione di questo tipo, all'autoesaltazione mediante immagini che raffiguravano corse di bighe e giochi vari. Infatti, le spese per i ludi, fornite dell'erario, erano spesso sostenute personalmente dai magistrati incaricati dell'organizzazione, i quali, per accattivarsi le simpatie della popolazione, finivano spesso per devolvere grosse somme per la migliore riuscita dell'evento.
 
 
Bassorilievo su rocchio di colonna
 
Frammento di altare o base circolare in marmo bianco, ornato da un bassorilievo. Attualmente è conservato nel Museo Nazionale del Castello di Celano. Riproduce quattro menadi vestite di un abito fluttuante. li corteo orgiastico è conosciuto mediante molte altre rappresentazioni e confronti simili si trovano nei rilevi di stile neo-attico conservati nel Museo di Madrid.
 
 
Busto di Agrippina minore e frammento architettonico
 
Nella tavola è rappresentato un busto-ritratto in marmo bianco e, sullo sfondo, un frammento architettonico decorato con un tralcio vegetale e motivi fio-ali. Il busto fu rinvenuto nel 1970 nel settore meridionale della città, ai piedi del Colle Pettorino; attualmente è conservato nel Museo nazionale di Chieti (n. nv. 6146). La scultura, eccellente per fattura, presenta un accurato realismo nei particolari. Il volto è leggermente girato verso sinistra, gli occhi, con le palpebre ben disegnate, non presentano le pupille, ma sono leggermente aperti sotto le arcate sopraccigliari poco profonde. Il naso è dritto, la fronte bassa, le orecchie coperte dall'acconciatura divisa da una scriminatura centrale e realizzata a larghe onde. I chiodi che ancora si conservano ai lati della testa rivelano l'esistenza, in passato, di una corona metallica. 
 
L'espressione del viso è piuttosto dimessa, molto differente da quella di un piccolo bronzo, rinvenuto sempre ad Alba, e raffigurante Agrippìna, da una statua del teatro di Cerveteri (attribuíta tanto ad Agríppina Minore, che a sua madre) e dalla testa colossale dei Foro di Traiano, relativa ad Agrippina Minore. Per quanto attiene l'identificazione della testa di Alba Fucens è stata attribuita piuttosto ad Agrippina Maggiore che non alla figlia, proprio in base all'espressione, che differisce molto dai piccoli bronzi ufficiali che la ritraggono. La cronologia che è stata proposta è compresa fra il 50 e il 56 d. C., sotto il regno di Claudio. Il ricordo della coppia imperiale ad Alba è sicuramente dovuto ai lavori che Claudio avviò per il parziale prosciugamento dell'antico lago Fucino e alle manifestazioni che accompagnarono l'inaugurazione dell'opera.

 
Tratto da Alba Prope Fucinum Lacum
( Testi a cura della prof. Roberta Cairoli illustrazione del pittore Pietro Pernarella )
  
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