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La ristrutturazione
Testi a cura di Antonio Lucarelli
I lavori di ricostruzione della Chiesa sono stati effettuati dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie di L’Aquila negli anni 1955’57, diretti dal Soprintendente Raffaello Delogu. Nella fase iniziale e stato effettuato il rilievo delle parti rimaste in sito, lo scavo dei materiali, la demolizione delle murature fatiscenti e lo smontaggio del pavimento in pietra dopo averlo opportunamente numerato. 
 
In seguito si e proceduto all’anastilosi di tutto il materiale ritrovato nella posizione precedente al terremoto del 1915. Dapprima viene rinforzata la parete della cripta, completata la volta in muratura, proseguendola poi in cemento armato sotto la navata centrale. Dopo sono stati rimontati i conci in pietra squadrata delle pareti appartenenti all’antico tempio, ed in particolar modo per la parete nord sono stati utilizzati vari accorgimenti per sopperire alla mancata numerazione prima del loro abbattimento nel 1915. Infatti, da rilievi diretti della porzione di muro rimasto in piedi, dei blocchi a terra, e da documentazione fotografica, e stato possibile effettuare ricostruzioni prospettiche e geometriche della muratura originaria (10).
 
Per rimontare la parete ovest, compreso 1’abside ed il suo coronamento, viene invece utilizzata come guida una sola fotografia, che pero essendo troppo angolata nascondeva alla vista alcuni particolari (11). Durante la ricostruzione sono state tamponate la finestra e le porte laterali. Il rimanente muro sud, sebbene rimasto in piedi, presentava alcune lesioni, specialmente nello spigolo destro; questa zona e stata smontata e poi rimontata completamente insieme alla parte superiore al solaio del convento attiguo. 
 
Durante questi lavori e stata liberata un’antica finestra, mentre gli ingressi inferiori sono stati di nuovo tamponati con pietra squadrata. Nel corso dei lavori, quando si e constatata la mancanza di conci, questi sono stati rimpiazzati da lastre di pietra squadrata lavorata alla punta, datandole quando le sostituzioni sono state numerose, per distinguerle dalla pietra originaria. Per questo scopo e stata riutilizzata la pietra gia presente in cantiere ed altra di una vicina cava. Successivamente sono state consolidate le pareti poste sul prolungamento delle ante laterali del tempio e quella di facciata. Mentre la muratura posta sul prolungamento dell’anta nord del tempio e stata rinnovata quasi completamente, la muratura di facciata e stata ricostruita per intero, rinforzata con cordoli in c.a. e foderata con pietra squadrata; inoltre su quest’ultima sono state aperte sulle navate laterali due nuove finestre che riprendono la forma di quella absidale. 
 
Nel lato sud e stata sostituita tutta la muratura del piano superiore al pavimento del convento, tamponando anche una porta di comunicazione e ritrovando le tracce di altre due aperture nella zona superiore, murate precedentemente. Durante la costruzione dei muri perimetrali, all’interno si procedeva alla costruzione del telaio in cemento armato. Infatti, dapprima sono stati realizzati i plinti a bicchiere, al di sopra dei quali sono stati sistemati i rocchi delle colonne opportunamente forati per introdurvi le armature e i1 getto del calcestruzzo per realizzare i piedritti. 
 
Un esemplare di carotaggio in marmo e stato lasciato alla destra dell’ambone, a documento dell’operazione. Superiormente, i montanti sono stati prolungati con pilastri, costruiti cordoli longitudinali sulle arcate e collegamenti trasversali con i cordoli perimetrali. Questi tiranti sono stati realizzati entro casseforme di legno lasciate in opera. Infine sulla navata centrale sono stati costruiti travi, cordoli longitudinali ed eseguita la copertura a due spioventi. Il restauro dell’arredo cosmatesco e stato affidato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che ha curato sul luogo il restauro dell’ambone e nella sua sede quello della iconostasi.
 
Quest’ultima e stata rimontata nella navata centrale, nella posizione precedente il 1915. La ricomposizione dell’altare barocco centrale e stata scartata, sebbene sia stato custodito in loco fino al 1960 (12). Al suo posto 6 stato ricollocato il paliotto ritrovato nel 1915, ed adattato alla funzione di altare. Inoltre, nella cripta sottostante e stata collocata la cassa in pietra. Gli affreschi, che erano stati distaccati sul finire del 1915 e poi restaurati, sono stati ricollocati nel muro sud, in posizioni diverse dalle originarie, mentre quelli rimasti in loco sono deperiti e ne rimangono solo alcune tracce sulla parete sud del tempio. Gli ultimi lavori sono stati eseguiti sulle addizioni della chiesa. Infatti, sono stati abbattuti i corpi di fabbrica cinquecenteschi, divenuti ormai dei ruderi. 
 
Operando sulla facciata della torre, si decise di numerare e smontare le pietre esterne fino all’altezza del portale cinquecentesco rimasto a piombo, mentre la muratura interna e stata demolita e poi ricostruita, rinforzata con i cordoli in cemento armato. Lateralmente e stata ricostruita la muratura, collocati nuovi conci e messo in vista un portico con due archi romani. Infatti per la ricostruzione del pronao non e stato considerato 1’unico disegno esistente, che mostrava l’apertura dell’arco a destra dell’ingresso in forma ogivale (13). Tale elemento e stato sostituito con un arco a tutto sesto che oggi appare zoppo. 
 
Infine, e stata eseguita la posa in opera del nuovo portone d’ingresso a posto delle ante lignee ducentesche, tuttora custodite nei locali della Soprintendenza ed incisa una epigrafe sulla facciata sinistra della chiesa. Abbondante e molto vario 6 il materiale erratico che e depositato nei locali della Soprintendenza B.A.A.A.S. di L’Aquila. Nelle sue caratteristiche formali, 1’organismo costruttivo attuale della chiesa, quale risultante dalle operazioni di ricostruzione e rafforzamento eseguite negli anni 1955-’57, ripete fedelmente quello originario romanico. Dopo questo restauro, nel 1969’70 sono state ricostruite le iconostasi nelle navate laterali, gli affreschi sono stati trasportati nei locali della Soprintendeza B.A.A.A.S di L’Aquila, alcuni carotaggi delle colonne sono stati sistemati nel piazzale antistante la chiesa ed eseguiti interventi di ordinaria manutenzione (14). 
 
Attualmente sono iniziati i lavori di costruzione del museo archeologico nei locali dell’attiguo ex-convento: quindi e opportuno effettuare un rilievo stratigrafico nel muro  Sud dall’interno del convento nel piano superiore ed in quello inferiore, dopo il distacco degli affreschi li presenti, in modo da rilevare completamente le preesistenze rimaste.
 
 
BIBLIOGRAFIA 
 
(1) A. Lucarelli La Chiesa di S. Pietro ad Alba Fucense in ”Storia Architettura 1-2188” Restauro dei monumenti Temi e problemi Roma, Multigrafica, 1991, pp. 143154 
 
(2) J. Mertens Deux temples italiques a Alba Fucens in ”Alba Fucens II” Rapports et etudes Wetteren (Belgio), Universa, 1969, pp. 7-22 
 
(3) R. Delogu La chiesa di San Pietro di Alba Fucense e l’architettura romanica in Abruzzo in ”Alba Fucens II” Rapports ed etudes Wetteren (Belgio), Universa, 1969, pp. 23-68 
 
(4) Finora nessuna fonte archivistica dithiara la chiesa come proprietd dei benedettini. (5) M. Phoebonio 
 
(6) P.A. Corsignani Reggia marsicana, Napoli, 1738 
 
(7) Archivio Centrale di Stato 
 
(8) Soprintendenza BAAA.S. per l’Abruzzo L’Aquila -, Archivio Generale, nuova coll. E.E.M. 1772 
 
(9) Soprintendenza B.A.A.A.S. per l’Abruzzo L’Aquila -, Archivio Fotografico, negg. n. 33, 40 
 
(10) Descrizioni e fotografie del Prof. S. Ferri e degli addetti ai lavori 
 
(11) Rilievo fotografico da neg. serie E n. 923 ICCCD. 
 
(12) Descrizioni degli addetti ai lavori. Tuttora due lastre dell’altare barocco S’ono conservate presso la Soprintendenza BA.AA.S. per l’Abruzzo L’Aquila -,
 
(13) M. Simelli Relazione, descrizione, rilievi e disegni della regione del Cicolano, Ms. autografo, Bibl. dell’Ist. Naz. di Archeol. e St. dell’Arte, Roma
 
(14) Soprintendenza BAAA.S. per l’Abruzzo – L’Aquila -, Archivio tecnico, Libretto delle misure 
 
 
Articolo Tratto da Radar Abruzzo
 
 

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